LE MEMORIE DELLA MIA LAVATRICE
Smetti di attraversare gli oceani per chi non attraverserebbe mai una pozzanghera per te! God save Naomi Campbell

Smetti di attraversare gli oceani per chi non attraverserebbe mai una pozzanghera per te! God save Naomi Campbell

Ipse dixit

"Cu ti voli beni ti fa chiànciri ,
Cu ti voli mali ti fa ririri!”
(Trad. Chi ti vuole bene ti fa piangere, chi invece ti vuole male ti fa ridere)

Lunedì non é sempre un cattivo giorno

10 minuti fa Carolina mi ha scritto
L’ultima volta stava male
Carolina la mia amica party girl
Non la ferma nessuno
Lei sta bene sempre, mi aveva preoccupata
Piccola non sto bene
Lei queste parole non le ha mai pronunciate
Stamattina ho sentito la sua suoneria nel telefono
Piccola, sei seduta?
Sono sbiancata
Se nasce femmina dobbiamo portarla a fare shopping
Ho iniziato a piangere come una fontana
La vita quando ti distrai un attimo dalla felicità ti tira per i capelli e te la sbatte davanti
Perché non c’è alcun motivo per non sentirsi fortunati giorno per giorno
perché come mi hanno insegnato: ogni mattina bisogna essere grati per avere un altro giorno da vivere
La mia nipotina, perché deve essere femmina, sarà una bambina fortunata
Sarà piena di amore e non le succederà mai nulla di cattivo
Cadrà si scorticherà le ginocchia e avrà le zie pronte a curarle i graffi
Le insegnerò ad andare in bici
La porterò con me a comprare le scarpe
Le leggero le favole al contrario
Sarò io a comprarle la prima tshirt da ItGirl
Le insegnerò ad ascoltare i Cardigans
le spiegherò che la mamma e la zia hanno imparato che il principe azzurro non serve a nulla se non fa l’effetto solletico
Le spiegherò cos’è lo Zza Zza zuum
Che anche se quelle sceme di zia e mamma hanno dei disegnini buffi sulla pelle non vanno per forza emulate
Le offrirò il suo primo Cosmopolitan
Le farò il caffè con i biscotti quando qualche mascalzone la farà piangere
Le farò le trecce
Le insegnerò ad allacciarsi le scarpe
La coccolerò per farla addormentare e per lei imparerò a costruire un’aquilone
Le regalerò un gatto, un cane e un coniglio
La terrò per mano quando imparerà a camminare
Sbatteremo la testa insieme
Andremo al circo
Costruiremo una mongolfiera
Per lei imparerò a fare i biscotti
Se serve imparo pure a cucinare
Le insegnerò a sognare ad occhi aperti
A cantare a squarciagola
A recitare le poesie
È tutta la vita che la aspetto…

Stasera solo Gradini vuoti

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Eugenio Montale

Alcune le tieni nei cassetti
Altre sono dentro i ricordi
Alcune nella rubrica del telefono
Poi c’è chi resta tra un respiro e un battito

Enjoy

e se vi predicessero che morirete? ora subito

anzi no

non arriverete alla fine dell’anno

26 anni era il suo limite, così aveva detto il matto di piazza del fico

Marta aveva rotto la chiave nella serratura quella sera

lui glielo aveva detto

è stata colpa del martini pensavano

però Marta la chiave nella toppa quella sera l’aveva rotta

era già la seconda volta

ma lui glielo aveva detto

I due figli previsti non arrivarono mai

Una mattina sotto il portone di casa aiutò una donna canuta con un sacco dell’immondizia azzurro e un bizzarro grembiule fiorato su una vestaglia rossa

Non avrai ancora molto da essere felice

Di anni ne aveva 26 era un anno con due zeri e un sette…che razza di numero persecutore…

così è davvero morta

ma non fisicamente

è morta una parte di lei in una mattina grigia con l’aria cupa

da quella mattina nulla è stato più come prima, non c’erano più insicurezze, non c’erano più chiamate mancate, quella lei era morta

sette anni dopo

sempre quel maledetto numero

dei figli nessuna traccia

lei era ancora lì

Il matto del fico aveva ragione

a 26 anni sarebbe morta, per fortuna!

Ennesimo ossimoro
Cantare una canzone struggente
E sentirsi felice….
🌟🌟🌟🌟🌟
Turning slowly, looking back, see
No words, can save this, you’re broken and I’m pissed
Run along like I’m supposed to, be the man I ought to
Rock and Roll, sent us insane, I hope someday that we will meet again

Quel maglione rosso me lo ricordo come se fosse ieri
Era veramente brutto
Però era il tuo, quindi non aveva importanza
Gli occhi erano sempre malinconici
Ho dovuto aspettare la maggiore età,
un trasferimento nella città più bella del mondo e una nuova vita per vederli vivi, bellissimi, veloci
Ma non lo sapevi e non lo sapevo neppure io cosa ti aspettava
“Perché quando si è giovani è strano pensare che la nostra sorte venga e ci prenda per mano”
Quella mattina di marzo il cielo era grigio e cupo
Io ero qui a 700km di distanza
Non stavo bene, ero stranamente triste
Miriam era rientrata per il suo compleanno
Avevo un occhio bendato perché avevo la congiuntivite e stavo cercando un modo per lasciare Marco, che non mi capiva
Il compito di dirmi che non c’eri più è toccato a Peppino
Penso di avergli urlato contro con tutto il fiato che avevo per prenderlo poi a pugni sulla pancia
Perché doveva dirmi una cosa così cattiva???
Per me non era mai successo, ho dovuto comporre il tuo numero milioni di volte per capire che non mentiva
Ogni anno marzo,da allora,è un brutto mese
Il 7 ottobre invece sorrido
Stamattina qualcuno con una gran pancia e una bella barba che come me ha perso un amico troppo presto ha attraversato questa lingua di asfalto
Dal 1967 ogni anno compra un regalo per quell’amica che non c’è più
lui ha saputo renderla immortale nelle parole e nelle note di una sua canzone
Sicuramente porterà con se la nostalgia di sorrisi e conserverà immutati i ricordi nel sua mente
L’ha portata con se nella sua musica e ha obbligato intere generazioni a cantarla
Il dolore ti schiaccia
Non si può descrivere
Le domande da fare sarebbero tante, le riposte però non arriveranno mai
Francesco Guccini iniziava ogni suo concerto ricordando quella sua amica
Io parlo sempre di te anche con chi non mi vuole ascoltare
Perché solo la memoria può salvarci
La memoria delle persone che abbiamo amato che hanno lasciato parte di loro dentro di noi
Chissà cosa pensa Francesco Guccini ogni anno quando porta quel regalo, se lo lascia al Bar Grande Italia
Chissà se dopo averlo comprato avrà parlato con la sua amica, sgridandola per averlo costretto a raggiungere un micro paese sulla costa tirrenica della Sicilia. Chissà se le racconterà divertito delle due svampite sorelle che non l’hanno neppure riconosciuto.
Non c’è differenza nel voler bene
Non c’è alcuna differenza nel ricordare Non c’è alcuna differenza nel soffrire
Francesco Guccini oggi è stato un po’ me
Per me siamo sempre li su quella panchina con un pezzo di pizza alle zucchine tra le mani, perché chi ti ama c’è sempre…
Voglio però ricordarti com’eri
Pensare che ancora vivi
Voglio pensare che ancora mi ascolti
E come allora sorridi
Che come allora sorridi

beburuburu:

"Non possiamo dare una direzione al vento, ma possiamo aggiustare le vele."Daily inspiration - buru-buru.com

beburuburu:

"Non possiamo dare una direzione al vento, ma possiamo aggiustare le vele."

Daily inspiration - buru-buru.com