LE MEMORIE DELLA MIA LAVATRICE

E in un attimo non è più notte
Il cielo è azzurro, l’aria è calda, qualcuno canta “ma tu dormi ancora un po’ non svegliarti ancora no…”
I capelli mossi dal vento, una mano fuori dal finestrino
In un attimo la felicità sembra un’idea semplice
Perché la linea d’ombra valeva la pena di superarla
Era tutto lì oltre quella linea
Cantare una canzone, assaporarne ogni parola, sentire l’odore del mare in ogni nota, ogni suono è un ricordo tra le corde di un violino.
Accarezzare un’emozione e non trovare più alcuna ragione per smettere di sorridere.
Sentirsi forti come una quercia senza perdere mai l’innocenza.
Ricominciare a stupirsi, a sorprendersi.
Essere in pace con se stessi e correre su una strada all’imbrunire perchè è uno dei modi per provare a volare.
Ricominciare a sognare
Sognatori diurni
Non ci saranno più tempi duri, non ci saranno più strade nere.
Ci saranno solo canzoni, sorrisi e istanti da vivere per costruire un ricordo da cantare a bordo di una vecchia punto blu, con i finestrini aperti e il vento tra i capelli.

At last my love has come along My lonely days are over and life is like a song…

Felicita è star seduti sotto un tetto di foglie in via degli Spagnoli
#eatprayandlove
Perdersi con o senza bussola è una questione di spargere sassolini e non molliche di pane, perché poi i passerotti ….

Che è tutta una vita che passo da qua,
e ancora rischio di perdermi,
magari è questione di troppa sensibilità,
o sono soltanto motivi tecnici…
E tu dici una bussola, dovevi almeno portarla con te,
una bussola potevi almeno spiegarmelo come si usa
una bussola, scusa….
Ci sono amori che non si ricordano
e baci che non si dimenticano,
persone che passano e non si salutano e sputano,
e cani bianchi che a volte ritornano.
E tu dici la vita dovevi almeno capire perché,
la vita, il tempo che cambia col vento che arriva
quest’anima stanca che pure respira
quest’angolo piatto che gira, quest’anima
dolce e cattiva, che dice “guardami…”
dice “perché non parli…?” dice “sbrigati
prima che sia troppo tardi… guardami…
perché non parli? Fermati prima che
sia troppo tardi….”
Saranno trent’anni che passo da qua,
e adesso fai finta di non riconoscermi.
Ma guarda la gente che salti mortali che fa
E quanti nani sui trampoli, e tu dici:
“Perdonami… ma non credevo che fossi tu, perdonami…”
Va bene perdonami, però perdonami cosa?
E tu dici “La vita”, la vita…. Questa scatola vuota
quest’anima nuda, questa retta finita,
quest’acqua che corre veloce in salita,
quest’anima forte e ferita, che dice:
“guardami…” dice “perché non parli…?”
dice “fermati prima che sia troppo tardi… guardami…
perché non parli? E sbrigati prima che
sia troppo tardi, perché non parli…?”
dice “fermati prima che sia troppo tardi… guardami…
perché non parli? Sbrigati prima che
sia troppo tardi…guardami…perché non parli…?
Guardami…perché non parli?
Fermati prima che sia troppo tardi….”

Non è l’età che fa importante o futile il dolore:si soffre in misura di quel che si crede di soffrire, sempre, a venti come a quarant’anni, come a ottanta
Le parole non le portano le cicogne
Per te che sai ascoltare con gli occhi
#FDG
Teoria degli incontri mancati

Conservo nel mio portafogli un trafiletto di giornale
Un pezzo da Amica anno 2004 
Parla di scarpe, manichini borse e di occasioni mancate
Se un qualcosa in vetrina colpisce la nostra attenzione
Bisogna andare subito ad approfondire l’incontro
uscire dal negozio, se non si può con l’oggetto del nostro desiderio, almeno con il numero di telefono per organizzare un nuovo incontro
Nella vita dovrebbe essere uguale
La teoria degli incontri mancati
Cogli l’attimo…se non riesci a tornare a bere un caffè con l’oggetto del tuo desiderio almeno vedi di tornare a casa con il contatto fb
Perchè tutto comincia da un incontro non mancato.
è come l’IVA, una partita di giro.
Qualcuno la scarica però alla fine chi la paga sarà lo stesso che del bene ne godrà
Non so se ho reso l’idea
Forse vaneggio
No non sto vaneggiando
Forse sono più in me adesso di quanto non lo sia mai stata negli ultimi anni
Tu
Maledetto
Ho ricominciato a scrivere, mi hai convinta ad affrontare piano piano, una alla volta, tutte le mie paure
Sto anche iniziando a mettere la punteggiatura nei miei post su Tumblr
Ora, mentre scrivo, ascolto mr Ciccio.
Concerto a parte, pare che mi piaccia.
Non vedo l’ora di mettermi a letto per poter leggere di Vera
Sei autenticamente colpevole
qualcuno, che ultimamente mi ha sentita piangere quasi quotidianamente, parlandomi oggi
mi ha trovata diversa, nuova
Eppure non sono mai stata più uguale a me stessa di così di così
Adesso non penso a niente
Ho ancora voglia di andare via
Ma cerco prima di tutto di stare bene qua
Non voglio esagerare con le dichiarazioni di felicità
Perché la scaramanzia non la pratico ma la temo
Quando qualcosa di buono ti capita tra capo e collo, non avere paura di non farti più trovare
In un giorno della settimana che non è venerdì ma neppure domenica
Quando pensi che non ci sia più alcuna ragione per stare dove stai
Qualcosa ti cambia il modo di vedere
È una questione di non inciampare nella teoria degli incontri mancati
Si tratta di non avere fretta ne di giungere a conclusioni avventate
Ma di cogliere l’occasione all’istante
Senza farsi domande
Senza pensare cosa sarà
Così come viene
Farsi trascinare dalla corrente emotiva

E tu dici la vita dovevi almeno capire perché,
la vita, il tempo che cambia col vento che arriva
quest’anima stanca che pure respira
quest’angolo piatto che gira, quest’anima
dolce e cattiva, che dice “guardami…”
dice “perché non parli…?” dice “sbrigati
prima che sia troppo tardi… guardami…
perché non parli? Fermati prima che
sia troppo tardi….”