LE MEMORIE DELLA MIA LAVATRICE
Legami

Alcuni incontri sono solo icone nella rubrica del telefono o followers su un social network di grido. invece questo no. La vita tra un lunedì e un martedì qualunque, di una settimana qualunque, di un mese che un giorno è primavera e quello dopo inverno, mi ha messa davanti a una voragine, con un piede nel vuoto e un altro sull’orlo del precipizio. Le risorse per rimettere entrambi i piedi al sicuro non le avevo. Quella circostanza mi aveva spiazzata, dovevo essere quella forte dovevo essere le fondamenta su cui si poggiava l’impalactura della mia famiglia. Invece mi sentivo piccola inutile e terrorizzata. Sorridevo e tranquillizzavo tutti, ma dentro esplodevo e non riuscivo a trovare una soluzione. Poi con il telefono sempre in mano ho composto un numero…è stato un impeto a guidarmi. E’ stato uno degli ultimi numeri di telefono salvati nella mia rubrica, un incontro nuovo, una persona nuova che non avevo mai convolto nei gruppi di whatsapp per organizzare le uscite del sabato sera. Non sono una riservata, mi piace condividere la mia vita e i suoi accadimenti con i miei Amici, però quando qualcosa non va non mi affido , temo di pesare e di annoiare chi mi sta accanto. Voglio risolvere tutto da sola, #selfmadegirl! Ma in questo caso no. Non avevo gli strumenti per affrontare quello che era accaduto, ma sapevo che quella voce al telefono mi avrebbe calmata. Eppure era l’ultima persona alla quale avrei mai pensato di potermi affidare. E’ vero alcuni incontri cadono dal cielo. Non ci si chiede il perchè…ma si creano dei legami, ci si affida a quella persona che si conosce da nemmeno 5 minuti. Tutta colpa di un paio di parole messe tra virgolette che aspettavano di essere lette. Di una vita che voleva essere ascoltata dalle orecchie giuste e di una voce che riusciva a stabilire l’ordine nella mia testa confusa. Quell’incontro mi ha cambiata tanto, mi ha confortata, mi ha insegnato ad affrontare quella voragine un passo alla volta. Ogni mattina aprivo gli occhi e mi tuffavo fiduciosa nel nuovo giorno aspettando le buone notizie. Avevo meno paura perchè non mi sentivo sola. Quella voragine non si è ancora chiusa del tutto, piano piano la stiamo combattendo e di giorno in giorno diventa una crepa sempre più piccola che mi auguro scompaia…La forza per rimettere i piedi a terra e non cadere nella voragine me l’ha data quell’incontro strano con una persona sconosciuta ma con una voce piena di candore. Perchè nulla succede per caso, alcuni incontri sono un regalo della nostra buona stella!

Questione di passi

Non ci si rincorre, non ci si aspetta, ci si affianca …bisogna avere lo stesso passo

Piangere non è mai una cattiva cosa
Non si piange per circostanza
A volte si sente il bisogno di piangere e basta
È sufficiente ascoltare le prime note di una canzone, guardare un film, perdersi in un dipinto, tra le righe di un libro, tra i sogni
Quando penso che nei momenti in cui serve non piango capisco che sono fatta a modo mio
A un funerale rido, nel momento di massima tristezza devo spremermi gli occhi per fingere commozione, poi dopo qualche giorno pensando a cosa mangiare inizio a piangere dal nulla.
Sono fatta a modo mio, che ci posso fare???
La memoria, la mia in particolare, è come un portagioie con le collanine ingarbugliate. Stanno tutte li per mesi, poi quando fai per prenderne una viene fuori un intero groviglio, informe enorme e scriteriato.
In questo momento ho un groviglio di ricordi che cerco di riordinare
È stata estratta la matassa dei ricordi che mi fanno piangere
Stavolta non sono serviti ne profumi ne persone , è bastata una canzone, anzi le prime note di una canzone.
Le sento in testa
Passano ritmate le immagini e i nodi vanno via via a sciogliersi
Il quadro con la neve e i rami, i pomeriggi passati su quel divano a guardare un telefono che non squillava, senza accendere la luce.
Le estati passate sul divano a piangere
Le altre passate per le vie di posti sconosciuti con in mano una cartina ed in testa milioni di sogni
Le parole non dette e gli sguardi mancati
Il palpitare al suono del treno che portava via l’estate
Il mare,come me, sempre arrabbiato a ferragosto
Gli addii lunghi
I cannelloni che non mangerò più, il profumo di casa e di farina.
Chiudo gli occhi e trattengo il respiro
La canzone non è più nella mia testa, chiudo il portagioie, aspetto il sole.

14 agosto 2014 

Sono passati 14 anni
Sembra ieri
Ogni anno dal 2000, ad eccezione di 2 menzaustu lampedusani, sono qui su questa terrazza
Il mare come si conviene a Ferragosto è un po’ capriccioso, il caldo appiccicoso, il cielo è rosso
Stella e Peppino sono a vedere l’acchianata
Pio mangia dalla nonna con i baffi
Piè con la sua famiglia
Aspetto i ragazzi per andare a Tusa a vedere u cantanti
Mettiti le converse che poi non possiamo correre,è la solita raccomandazione
In questa sera rossa il tempo si è fermato
Ora come allora aspetto che siano le nove
Ascolto il mare e mi chiedo come sarebbe stare lontano da qui
Alessandro Baricco dice che “senza dire niente, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare che mi chiamerà”
Il 14 agosto di questo anno è questo il mare che mi chiama
Progetto il futuro giorno per giorno
Guardo lontano
Supero le distanze con il pensiero
Oggi è ancora ieri
Un ieri che ha 14 anni, che profuma di gelsomini e salsedine, di capelli umidi e birra sul muretto
Di canzoni dimenticate
Di attimi lunghi ore
Di sogni speranze e attese
Capodanno per me è adesso

Tuttalpiù

L’ho rivisto oggi dopo un anno
L’anno scorso mi ha rubato un sorriso mentre indossavo buffe orecchie da topo
Ci siamo scontrati, eravamo li li pronti per abbracciarci
Non so se è la mia mente che farnetica o se è così anche per lui
Ogni anno ci incrociamo per qualche secondo
In questi 14 anni trascorsi qui nel mese di Agosto non c’era giorno in cui non lo cercassi
Non mi davo pace finché non lo incontravo
Un’estate mi ha scattato una foto
Sorridi e mi riempi l’obiettivo mi ha detto
Non so neppure come si chiama
Forse non voglio neppure saperlo
Non voglio neanche parlarci
Voglio arrivare l’estate prossima e rivivere questi momenti di attesa
Perché non so dove mi porterà, ma so che ogni anno aspetto questi giorni
Per incrociare quella testa piena di capelli, sorridergli e avere le farfalle nello stomaco

San Lorenzo con una luna impertinente

Stanotte la luna era ancora grande, ma cercavo le stelle , comunque, anche se sapevo che quella prima donna le avrebbe offuscate.
Lo scirocco in Sicilia è come una vicina di casa impertinente, arriva senza preoccuparsi di essere ineducato resta quanto vuole e non si cura se la cena è nel piatto, lui soffia, la cena si fredda e sconvolge la routine.
Ho spento il pc perché ero stufa, devo spegnere anche la mia testa, me lo merito.
Sono tornata qui
Perché anche se fa male non si può stare lontani da ciò che si ama
Stanotte il mare era olio, lago, macchia
Ho cercato una stella
Ho raccolto conchiglie lasciate dopo la mareggiata, ho cercato il capo del filo di quell’aquilone, ho sognato infiniti diversi ma ho perso il mio “amore”
Cantare da sola vivere per me come se fosse l’ultimo giorno ballare senza musica, questo solo mi é rimasto
Lo sapevo che tornare qui sarebbe stata la soluzione.
La mattina mi sveglio e faccio un respiro lungo, diaframmatico, raccolgo tutti i pensieri e li metto in ordine, tengo testa alla paura (senza paura non si vive), resto sospesa in quell’iperuranio di pensieri per qualche minuto, penso addirittura che morire non potrebbe essere poi così male.
A quel punto metto i piedi in terra, il mare è li che mi aspetta placido e bellissimo.
Al mare si appartiene, dal mare non si scappa, con il mare ci si fonde.
Sono tornata qui dove tutto è iniziato
Bevo un caffè
Buongiorno

A proposito di pensieri eterni

Nottata persa (e figlia femmina)

Stamattina mi sono svegliata con un enorme brufolo sul naso, che mi fa male.
Penso sia il frutto di una nottata insonne
Passata a non riuscire a leggere ne ascoltare musica
Fissavo il cielo
La tachicardia è tornata e mi ha spaventata, ma io reagisco…quasi sempre
Ho elaborato un pensiero
Passi interi giorni a non pensare
Tutto procede normalmente
Poi arrivano periodi in cui l’unica cosa normale da fare invece è immergersi nei pensieri
Non esistono ex pensieri, neppure ex ricordi
La cosa bella ma anche terribile dei pensieri e dei ricordi é che non puoi fare nulla per eliminarli
Devi imparare a conviverci
All’inizio ronzano in testa sempre basta un odore, un colore, una frase…
Poi mano a mano scemano
In alcuni casi si ridimensionano
In altri si accantonano
Stanotte ho passato in rassegna i miei pensieri
A quanto pare ne ho parecchi
Ma solo perché, come per le scarpe, ho grandi difficoltà a sbarazzarmi di quelli vecchi
Ognuno ha significato qualcosa anche se adesso ha cambiato forma, colore, sapore resta pur sempre un pensiero, qualcosa che mi ha fatto palpitare, arrabbiare i sorridere
Ci si affeziona agli sguardi
Ci si affeziona alle voci
Poi ci si perde nei pensieri
Ed è bellissimo..::

Sopra la penisola di Baffin c’è il naso

e’ tutta una questione di olfatto

solo olfatto, lo so i sensi sono 5 ma è tutta una questione di olfatto

dovrei farmi recidere l’amigdala

perchè questa infame alcuni giorni lavora più di altri, anzi credo che sia l’unica parte super attiva del mio cervello

mi sono svegliata con un profumo nei capelli

adesso dai capelli mi è passato alle labbra, proprio sotto il naso

mi sono lavata la faccia mille volte, ho fatto la doccia, denti super lavati, crema messa…eppure non se me ne va

sta lì imperterrito

ma io non l’avevo invitato, anzi l’avevo evitato

lo so è il mio odore…io per definizione, chi mi vuole bene lo sa, so di margherita

ma stamattina questa margherita mi urta, nonostante sia un buon odore

ma riapre un intero mondo del quale mi voglio liberare, è un continuo dejavù …

lasciami in pace, cancellati, scompari, evapora lasciami la mia libertà esci dalla mia testa non occupare ogni pensiero, ma chi ti da il diritto di arrivare proprio quando ti avevo mandato via?

…eppure stavo tanto bene, maledetta margherita!

Piccoli piaceri della domenica secondo me…

Camminare a piedi scalzi sulle maioliche ;
Scendere a mare con il costume, una camicia di ennio, il mio Borsalino;
Lasciare il telefono a casa ;
Leggere un libro sulla battigia con i piedi in acqua;
Arrivare in spiaggia quando tutti vanno via ;
Divorare morositas;
Ascoltare la musica e cantare incurante di chi mi sta intorno;
Correre in riva al mare;
Addormentarmi sul materassino, magari mi sveglio alle Eolie;
Non pensare a niente;
Sentirmi fortunata

Piccoli piaceri della domenica secondo me…

Camminare a piedi scalzi sulle maioliche ;
Scendere a mare con il costume, una camicia di ennio, il mio Borsalino;
Lasciare il telefono a casa ;
Leggere un libro sulla battigia con i piedi in acqua;
Arrivare in spiaggia quando tutti vanno via ;
Divorare morositas;
Ascoltare la musica e cantare incurante di chi mi sta intorno;
Correre in riva al mare;
Addormentarmi sul materassino, magari mi sveglio alle Eolie;
Non pensare a niente;
Sentirmi fortunata